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Cantina di Ruvo di Puglia entra tra i top 120 produttori italiani: spicca il boom dell’export

Un riconoscimento che premia la visione, il lavoro di squadra e il legame viscerale con il territorio. L’edizione 2025 della prestigiosa classifica redatta da L’Economia del Corriere della Sera incorona la Cantina di Ruvo di Puglia, inserendola a pieno titolo tra le 120 principali realtà vitivinicole d’Italia.

Un traguardo tutt’altro che casuale, ma figlio di un percorso solido e coerente, tracciato negli anni attraverso investimenti mirati, continua ricerca della qualità e un’intensa opera di valorizzazione dei vitigni autoctoni pugliesi.

Venti di crescita dall’estero: +26,42%
A rendere ancora più rilevante questo piazzamento sono i numeri relativi alle performance commerciali, in particolare sui mercati internazionali. Tra i dati più significativi emersi dall’analisi dell’inserto economico, spicca la straordinaria crescita del mercato estero, che fa registrare un +26,42%.

Si tratta del secondo miglior incremento dell’intera classifica nazionale, un risultato eccezionale che testimonia la capacità dei vini ruvesi di intercettare il gusto dei consumatori internazionali, affermandosi con autorevolezza anche ben oltre i confini italiani.

Il tempio del Nero di *****
L’inserto del Corriere della Sera riconosce inoltre alla struttura un ruolo guida imprescindibile per il territorio: la Cantina si conferma infatti uno dei principali punti di riferimento produttivi per la valorizzazione del Nero di *****, vitigno principe della Puglia settentrionale. La capacità di trasformare un’uva antica e complessa in un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo è stato uno dei fattori chiave di questo successo.

Un successo collettivo
A far da motore a questa scalata è la struttura cooperativa della Cantina. Questo risultato non rappresenta soltanto un traguardo formale da mostrare in bacheca, ma il frutto del lavoro quotidiano di soci, viticoltori e maestranze. Un successo condiviso che dimostra come la cooperazione, quando coniuga tradizione, innovazione e apertura ai mercati globali, possa diventare un volano economico e culturale straordinario per l’intero territorio.

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